Il coronavirus sta cambiando tante cose. Anche nel nostro settore, l’ortofrutta. I consumi del fresco aumentano: il commissario europeo all’agricoltura, Wojciechowski, parla di un +40% in Italia. E aumenta negli scaffali della grande distribuzione la presenza di prodotti italiani che arriva a superare il 90% dell’offerta totale. Perché oltre alla distribuzione cambia anche la sensibilità dei consumatori che oggi più di prima prediligono il Made in Italy: Confagricoltura stima un -80% di export dell'ortofrutta dall'inizio dell'emergenza sanitaria.

La priorità assoluta, adesso, è mantenere le forniture al consumo in modo costante, senza interruzioni, senza sobbalzi né speculazioni. Ecco perché stiamo raddoppiando il nostro impegno nonostante le difficoltà logistiche, la chiusura delle frontiere, la limitazione della mobilità e lo stato costante di pericolo diffuso che rendono difficili sia le relazioni umane sia lo svolgersi del lavoro quotidiano.

Ma noi abbiamo una grande responsabilità, facciamo parte di quell’Italia che non si ferma, né può fermarsi. L’Italia che deve dire no alla paura e affrontare con coraggio e cautela la realtà. È l’Italia dei medici e di tutte le figure sanitarie chiamate a fronteggiare l’emergenza Coronavirus. Ed è anche la nostra, l’Italia dell’agroalimentare, un comparto oggi strategico per la tenuta del Paese.

In queste settimane abbiamo dotato i nostri operatori delle misure di sicurezza necessarie perché continuino con serenità il loro lavoro: sanificazione di locali, macchinari e attrezzature, mascherine per tutti e istallazione di appositi separé tra gli operatori del magazzino che garantiscano la distanza minima di sicurezza. Continuiamo così il nostro lavoro con forza e consapevolezza, per portare ogni giorno, sulla tavola degli italiani, ortaggi freschi e salutari. E con la speranza che il loro colore acceso e il loro gusto intenso portino pure un sorriso.